Incuriositi, affascinati, divertiti, sono oltre 500 gli alunni delle scuole di Lanciano e Ortona, dall’infanzia alle scuole medie, che hanno aderito al progetto “laboratori nei musei diocesani di Lanciano e Ortona”, avviato nel gennaio scorso. “In 4 mesi 500 alunni e studenti ospitati sono un buon numero che testimonia la bontà dei laboratori e l’idea di aprire i musei alle scuole”, evidenzia don Domenico Di Salvatore, direttore dei musei e dei beni ecclesiastici dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona. “Visto l’entusiasmo mostrato, le richieste arrivate per il prossimo anno, possiamo dire che senza dubbio a settembre i laboratori ripartiranno”.
Un progetto (curato da Maria Di Iorio archeologa ed educatrice museale e coordinato dall’ingegnere Angelo Di Monte responsabile scientifico del museo) che ha dunque raggiunto l’obiettivo prefissato: avvicinare sempre più bambini e ragazzi alla conoscenza e al rispetto del patrimonio culturale, a scrigni di tesori di arte e fede che diventano esperienze a 360 gradi e stimolare in loro il senso critico, la creatività, la capacità di osservazione e riflessione.
Il progetto parte sempre con una visita accompagnata delle sale dei musei di Lanciano e Ortona e c’è poi una selezione delle opere viste sulle quali fare dei laboratori tutti calibrati alle età degli alunni. Puzzle, pittura per i più piccoli, poi indovinelli, caccia al tesoro, giovani amanuensi, orafi e ceramisti e tante altre attività.
“Abbiamo registrato una risposta molto positiva da parte delle scuole: gli insegnanti apprezzano il valore educativo dei percorsi proposti, mentre gli studenti riescono a entrare in contatto con l’arte in modo diretto, creativo e coinvolgente”, commenta Ada Giarrocco, storica dell’arte della diocesi. “L’obiettivo è continuare ad ampliare l’offerta educativa, proponendo attività sempre più inclusive e interdisciplinari”.
E soddisfazione per il museo diocesano di Lanciano c’è anche per i Pcto, promossi dal cancelliere e direttore dell’archivio diocesano don Alessio Primante, con 200 ragazzi che hanno aderito al progetto alternanza scuola- lavoro e nel museo si sono dedicati alle esplorazioni tattili perché la struttura, grazie ad un bando Pnrr, ha nelle sale pitture e sculture con accanto riproduzioni in scala ridotta da toccare per chi non vede e spiegazioni in braille che lo rendono accessibile a tutti. E i ragazzi hanno provato questa intensa esperienza.
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