La Pasqua come annuncio di vita, di amore da costruire ogni giorno, nel presente; la Pasqua come costruzione di relazioni con Dio e fra noi perché lo Spirito Santo possa portare la pace. Sono questi i temi del messaggio di auguri che l’arcivescovo Emidio Cipollone, invia per la Pasqua alla comunità della diocesi di Lanciano Ortona.
“Il Vangelo non ci spiega la risurrezione, ci consegna l’esperienza della risurrezione, vissuta dai discepoli, perché, a nostra volta, possiamo accogliere il Risorto e seguirlo”, spiega Monsignore. “Il Vangelo del giorno di Pasqua non ci mette, immediatamente, davanti a Gesù risorto, ma davanti ad una tomba e al buio della notte che, ancora, non è stato vinto dal giorno. Quel buio non è, solo, quello dell’alba: è il buio del cuore ferito e della speranza delusa ma, anche, dell’amore che non si rassegna alla morte. Un buio che, tante volte, sperimentiamo, anche noi, nella nostra vita, e ancor di più oggi con le guerre. La risurrezione, infatti, non toglie la fatica di credere e rispetta i tempi di ognuno: Maria di Magdala, all’inizio, non entra nemmeno nel sepolcro, anche se, poi, sarà lei per prima, ad annunciare di aver visto il Risorto. Pietro arriva, dopo il discepolo amato che, però, lo aveva aspettato, entra, guarda, ma non crede ancora. Per ultimo, entra il discepolo amato, vede le stesse cose che ha visto Pietro, ma “comincia a credere”, come afferma il vangelo di Giovanni. Non ha visto Gesù, ma ha iniziato a credere “leggendo” i segni con il cuore: è la fede di chi ha fatto esperienza dell’amore e che sa riconoscere, anche nell’assenza apparente, una presenza “diversa”. La Pasqua, allora, non è solo, un evento del passato”, sottolinea Cipollone, “ma una possibilità per il presente: è l’annuncio che la vita non è più prigioniera delle nostre tombe interiori, dei fallimenti, dei peccati, della morte, delle guerre. Non fermiamoci, perciò, a guardare il sepolcro vuoto con nostalgia, ma lasciamoci mettere in cammino, per “vivere da vivi” la nostra vita e costruire un mondo nuovo che crede che l’amore è più forte della morte e che si basa sulle relazioni, con Dio e fra noi. Il “mondo vecchio”, quello che preferisce la tenebra alla luce, la menzogna alla verità, l’odio