{"id":2716,"date":"2018-11-09T09:38:13","date_gmt":"2018-11-09T08:38:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesilanciano.it\/?p=2716"},"modified":"2018-11-09T09:38:13","modified_gmt":"2018-11-09T08:38:13","slug":"giornata-mondiale-dei-poveri-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diocesilanciano.it\/?p=2716","title":{"rendered":"Giornata Mondiale dei Poveri 2018"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2717\" src=\"http:\/\/nuovodiocesi.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/64\/2018\/11\/giornata-poveri-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/nuovodiocesi.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/64\/2018\/11\/Giornata-Mondiale-dei-Poveri.pdf\">Giornata Mondiale dei Poveri<\/a>\u00a0pdf<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Arcidiocesi di Lanciano-Ortona<\/h2>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<td width=\"558\">Giornata Mondiale<\/p>\n<p>dei Poveri<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Messaggio del Santo Padre Francesco<\/p>\n<p>per la Giornata Mondiale dei Poveri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenica XXXIII del Tempo Ordinario<\/p>\n<p>18 novembre 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Questo povero grida e il Signore lo ascolta<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u00abQuesto povero grida e il Signore lo ascolta\u00bb (<em>Sal<\/em> 34, 7). Le parole del Salmista diventano anche le nostre nel momento in cui siamo chiamati a incontrare le diverse condizioni di sofferenza ed emarginazione in cui vivono tanti fratelli e sorelle che siamo abituati a designare con il termine generico di \u201cpoveri\u201d. Chi scrive quelle parole non \u00e8 estraneo a questa condizione, al contrario. Egli fa esperienza diretta della povert\u00e0 e, tuttavia, la trasforma in un canto di lode e di ringraziamento al Signore. Questo Salmo permette oggi anche a noi, immersi in tante forme di povert\u00e0, di comprendere chi sono i veri poveri verso cui siamo chiamati a rivolgere lo sguardo per ascoltare il loro grido e riconoscere le loro necessit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci viene detto, anzitutto, che il Signore ascolta i poveri che gridano a Lui ed \u00e8 buono con quelli che cercano rifugio in Lui con il cuore spezzato dalla tristezza, dalla solitudine e dall\u2019esclusione. Ascolta quanti vengono calpestati nella loro dignit\u00e0 e, nonostante questo, hanno la forza di innalzare lo sguardo verso l\u2019alto per ricevere luce e conforto. Ascolta coloro che vengono perseguitati in nome di una falsa giustizia, oppressi da politiche indegne di questo nome e intimoriti dalla violenza; eppure sanno di avere in Dio il loro Salvatore. Ci\u00f2 che emerge da questa preghiera \u00e8 anzitutto il sentimento di abbandono e fiducia in un Padre che ascolta e accoglie. Sulla lunghezza d\u2019onda di queste parole possiamo comprendere pi\u00f9 a fondo quanto Ges\u00f9 ha proclamato con la beatitudine \u00abBeati i poveri in spirito, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli\u00bb (<em>Mt<\/em> 5, 3).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In forza di questa esperienza unica e, per molti versi, immeritata e impossibile da esprimere appieno, si sente comunque il desiderio di comunicarla ad altri, prima di tutto a quanti sono, come il Salmista, poveri, rifiutati ed emarginati. Nessuno, infatti, pu\u00f2 sentirsi escluso dall\u2019amore del Padre, specialmente in un mondo che eleva spesso la ricchezza a primo obiettivo e rende chiusi in se stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Il Salmo caratterizza con tre verbi l\u2019atteggiamento del povero e il suo rapporto con Dio. Anzitutto, \u201cgridare\u201d. La condizione di povert\u00e0 non si esaurisce in una parola, ma diventa un grido che attraversa i cieli e raggiunge Dio. Che cosa esprime il grido del povero se non la sua sofferenza e solitudine, la sua delusione e speranza? Possiamo chiederci: come mai questo grido, che sale fino al cospetto di Dio, non riesce ad arrivare alle nostre orecchie e ci lascia indifferenti e impassibili? In una Giornata come questa, siamo chiamati a un serio esame di coscienza per capire se siamo davvero capaci di ascoltare i poveri.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 il silenzio dell\u2019ascolto ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno per riconoscere la loro voce. Se parliamo troppo noi, non riusciremo ad ascoltare loro. Spesso, ho timore che tante iniziative pur meritevoli e necessarie, siano rivolte pi\u00f9 a compiacere noi stessi che a recepire davvero il grido del povero. In tal caso, nel momento in cui i poveri fanno udire il loro grido, la reazione non \u00e8 coerente, non \u00e8 in grado di entrare in sintonia con la loro condizione. Si \u00e8 talmente intrappolati in una cultura che obbliga a guardarsi allo specchio e ad accudire oltremisura se stessi, da ritenere che un gesto di altruismo possa bastare a rendere soddisfatti, senza lasciarsi compromettere direttamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Un secondo verbo \u00e8 \u201crispondere\u201d. Il Signore, dice il Salmista, non solo ascolta il grido del povero, ma risponde. La sua risposta, come viene attestato in tutta la storia della salvezza, \u00e8 una partecipazione piena d\u2019amore alla condizione del povero. \u00c8 stato cos\u00ec quando Abramo esprimeva a Dio il suo desiderio di avere una discendenza, nonostante lui e la moglie Sara, ormai anziani, non avessero figli (cfr. <em>Gen<\/em> 15, 1-6). \u00c8 accaduto quando Mos\u00e8, attraverso il fuoco di un roveto che bruciava intatto, ha ricevuto la rivelazione del nome divino e la missione di far uscire il popolo dall\u2019Egitto (cfr. <em>Es<\/em> 3, 1-15). E questa risposta si \u00e8 confermata lungo tutto il cammino del popolo nel deserto: quando sentiva i morsi della fame e della sete (cfr. <em>Es<\/em> 16, 1-16; 17, 1-7), e quando cadeva nella miseria peggiore, cio\u00e8 l\u2019infedelt\u00e0 all\u2019alleanza e l\u2019idolatria (cfr. <em>Es<\/em> 32, 1-14).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La risposta di Dio al povero \u00e8 sempre un intervento di salvezza per curare le ferite dell\u2019anima e del corpo, per restituire giustizia e per aiutare a riprendere la vita con dignit\u00e0. La risposta di Dio \u00e8 anche un appello affinch\u00e9 chiunque crede in Lui possa fare altrettanto nei limiti dell\u2019umano. La Giornata Mondiale dei Poveri intende essere una piccola risposta che dalla Chiesa intera, sparsa per tutto il mondo, si rivolge ai poveri di ogni tipo e di ogni terra perch\u00e9 non pensino che il loro grido sia caduto nel vuoto. Probabilmente, \u00e8 come una goccia d\u2019acqua nel deserto della povert\u00e0; e tuttavia pu\u00f2 essere un segno di condivisione per quanti sono nel bisogno, per sentire la presenza attiva di un fratello e di una sorella. Non \u00e8 un atto di delega ci\u00f2 di cui i poveri hanno bisogno, ma il coinvolgimento personale di quanti ascoltano il loro grido. La sollecitudine dei credenti non pu\u00f2 limitarsi a una forma di assistenza \u2013 pur necessaria e provvidenziale in un primo momento \u2013 ma richiede quella \u00abattenzione d\u2019amore\u00bb (Esort. ap. <em>Evangelii Gaudium<\/em>, 199) che onora l\u2019altro in quanto persona e cerca il suo bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>Un terzo verbo \u00e8 \u201cliberare\u201d. Il povero della Bibbia vive con la certezza che Dio interviene a suo favore per restituirgli dignit\u00e0. La povert\u00e0 non \u00e8 cercata, ma creata dall\u2019egoismo, dalla superbia, dall\u2019avidit\u00e0 e dall\u2019ingiustizia. Mali antichi quanto l\u2019uomo, ma pur sempre peccati che coinvolgono tanti innocenti, portando a conseguenze sociali drammatiche. L\u2019azione con la quale il Signore libera \u00e8 un atto di salvezza per quanti hanno manifestato a Lui la propria tristezza e angoscia. La prigionia della povert\u00e0 viene spezzata dalla potenza dell\u2019intervento di Dio. Tanti Salmi narrano e celebrano questa storia della salvezza che trova riscontro nella vita personale del povero: \u00abEgli non ha disprezzato n\u00e9 disdegnato l\u2019afflizione del povero, il proprio volto non gli ha nascosto ma ha ascoltato il suo grido di aiuto\u00bb (<em>Sal<\/em> 22, 25). Poter contemplare il volto di Dio \u00e8 segno della sua amicizia, della sua vicinanza, della sua salvezza. \u00abHai guardato alla mia miseria, hai conosciute le angosce della mia vita; [\u2026] hai posto i miei piedi in un luogo spazioso\u00bb (<em>Sal<\/em> 31, 8-9). Offrire al povero un \u201cluogo spazioso\u201d equivale a liberarlo dal \u201claccio del predatore\u201d (cfr. <em>Sal<\/em> 91, 3), a toglierlo dalla trappola tesa sul suo cammino, perch\u00e9 possa camminare spedito e guardare la vita con occhi sereni. La salvezza di Dio prende la forma di una mano tesa verso il povero, che offre accoglienza, protegge e permette di sentire l\u2019amicizia di cui ha bisogno. \u00c8 a partire da questa vicinanza concreta e tangibile che prende avvio un genuino percorso di liberazione: \u00abOgni cristiano e ogni comunit\u00e0 sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella societ\u00e0; questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo\u00bb (Esort. ap. <em>Evangelii Gaudium<\/em>, 187).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\u00c8 per me motivo di commozione sapere che tanti poveri si sono identificati con Bartimeo, del quale parla l\u2019evangelista Marco (cfr. 10, 46-52). Il cieco Bartimeo \u00absedeva lungo la strada a mendicare\u00bb (v. 46), e avendo sentito che passava Ges\u00f9 \u00abcominci\u00f2 a gridare\u00bb e a invocare il \u00abFiglio di Davide\u00bb perch\u00e9 avesse piet\u00e0 di lui (cfr. v. 47). \u00abMolti lo rimproveravano perch\u00e9 tacesse, ma egli gridava ancora pi\u00f9 forte\u00bb (v. 48). Il Figlio di Dio ascolt\u00f2 il suo grido: \u00ab\u201cChe cosa vuoi che io faccia per te?\u201d. E il cieco gli rispose: \u201cRabbun\u00ec, che io veda di nuovo!\u201d\u00bb (v. 51). Questa pagina del Vangelo rende visibile quanto il Salmo annunciava come promessa. Bartimeo \u00e8 un povero che si ritrova privo di capacit\u00e0 fondamentali, quali il vedere e il lavorare. Quanti percorsi anche oggi conducono a forme di precariet\u00e0! La mancanza di mezzi basilari di sussistenza, la marginalit\u00e0 quando non si \u00e8 pi\u00f9 nel pieno delle proprie forze lavorative, le diverse forme di schiavit\u00f9 sociale, malgrado i progressi compiuti dall\u2019umanit\u00e0\u2026 Come Bartimeo, quanti poveri sono oggi al bordo della strada e cercano un senso alla loro condizione! Quanti si interrogano sul perch\u00e9 sono arrivati in fondo a questo abisso e su come ne possono uscire! Attendono che qualcuno si avvicini loro e dica: \u00abCoraggio! Alzati, ti chiama!\u00bb (v. 49).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo si verifica spesso che, al contrario, le voci che si sentono sono quelle del rimprovero e dell\u2019invito a tacere e a subire. Sono voci stonate, spesso determinate da una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti, ma anche come gente portatrice di insicurezza, instabilit\u00e0, disorientamento dalle abitudini quotidiane e, pertanto, da respingere e tenere lontani. Si tende a creare distanza tra s\u00e9 e loro e non ci si rende conto che in questo modo ci si rende distanti dal Signore Ges\u00f9, che non li respinge ma li chiama a s\u00e9 e li consola. Come risuonano appropriate in questo caso le parole del profeta sullo stile di vita del credente: \u00absciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo [\u2026] dividere il pane con l\u2019affamato, [\u2026] introdurre in casa i miseri, senza tetto, [\u2026] vestire uno che vedi nudo\u00bb (<em>Is<\/em> 58, 6-7). Questo modo di agire permette che il peccato sia perdonato (cfr. <em>1 Pt<\/em> 4, 8), che la giustizia percorra la sua strada e che, quando saremo noi a gridare verso il Signore, allora Egli risponder\u00e0 e dir\u00e0: eccomi! (cfr. <em>Is<\/em> 58, 9).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>I poveri sono i primi abilitati a riconoscere la presenza di Dio e a dare testimonianza della sua vicinanza nella loro vita. Dio rimane fedele alla sua promessa, e anche nel buio della notte non fa mancare il calore del suo amore e della sua consolazione. Tuttavia, per superare l\u2019opprimente condizione di povert\u00e0, \u00e8 necessario che essi percepiscano la presenza dei fratelli e delle sorelle che si preoccupano di loro e che, aprendo la porta del cuore e della vita, li fanno sentire amici e famigliari. Solo in questo modo possiamo scoprire \u00abla forza salvifica delle loro esistenze\u00bb e \u00abporle al centro della vita della Chiesa\u00bb (Esort. ap. <em>Evangelii Gaudium<\/em>, 198).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa Giornata Mondiale siamo invitati a dare concretezza alle parole del Salmo: \u00abI poveri mangeranno e saranno saziati\u00bb (<em>Sal<\/em> 22, 27). Sappiamo che nel tempio di Gerusalemme, dopo il rito del sacrificio, avveniva il banchetto. In molte Diocesi, questa \u00e8 stata un\u2019esperienza che, lo scorso anno, ha arricchito la celebrazione della prima Giornata Mondiale dei Poveri. Molti hanno trovato il calore di una casa, la gioia di un pasto festivo e la solidariet\u00e0 di quanti hanno voluto condividere la mensa in maniera semplice e fraterna. Vorrei che anche quest\u2019anno e in avvenire questa Giornata fosse celebrata all\u2019insegna della gioia per la ritrovata capacit\u00e0 di stare insieme. Pregare insieme in comunit\u00e0 e condividere il pasto nel giorno della domenica. Un\u2019esperienza che ci riporta alla prima comunit\u00e0 cristiana, che l\u2019evangelista Luca descrive in tutta la sua originalit\u00e0 e semplicit\u00e0: \u00abErano perseveranti nell\u2019insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. [\u2026] Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro propriet\u00e0 e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno\u00bb (<em>At<\/em> 2, 42. 44-45).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>Sono innumerevoli le iniziative che ogni giorno la comunit\u00e0 cristiana intraprende per dare un segno di vicinanza e di sollievo alle tante forme di povert\u00e0 che sono sotto i nostri occhi. Spesso la collaborazione con altre realt\u00e0, che sono mosse non dalla fede ma dalla solidariet\u00e0 umana, riesce a portare un aiuto che da soli non potremmo realizzare. Riconoscere che, nell\u2019immenso mondo della povert\u00e0, anche il nostro intervento \u00e8 limitato, debole e insufficiente conduce a tendere le mani verso altri, perch\u00e9 la collaborazione reciproca possa raggiungere l\u2019obiettivo in maniera pi\u00f9 efficace. Siamo mossi dalla fede e dall\u2019imperativo della carit\u00e0, ma sappiamo riconoscere altre forme di aiuto e solidariet\u00e0 che si prefiggono in parte gli stessi obiettivi; purch\u00e9 non trascuriamo quello che ci \u00e8 proprio, cio\u00e8 condurre tutti a Dio e alla santit\u00e0. Il dialogo tra le diverse esperienze e l\u2019umilt\u00e0 di prestare la nostra collaborazione, senza protagonismi di sorta, \u00e8 una risposta adeguata e pienamente evangelica che possiamo realizzare.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Davanti ai poveri non si tratta di giocare per avere il primato di intervento, ma possiamo riconoscere umilmente che \u00e8 lo Spirito a suscitare gesti che siano segno della risposta e della vicinanza di Dio. Quando troviamo il modo per avvicinarci ai poveri, sappiamo che il primato spetta a Lui, che ha aperto i nostri occhi e il nostro cuore alla conversione. Non \u00e8 di protagonismo che i poveri hanno bisogno, ma di amore che sa nascondersi e dimenticare il bene fatto. I veri protagonisti sono il Signore e i poveri. Chi si pone al servizio \u00e8 strumento nelle mani di Dio per far riconoscere la sua presenza e la sua salvezza. Lo ricorda San Paolo scrivendo ai cristiani di Corinto, che gareggiavano tra loro nei carismi ricercando i pi\u00f9 prestigiosi: \u00abNon pu\u00f2 l\u2019occhio dire alla mano: \u201cNon ho bisogno di te\u201d; oppure la testa ai piedi: \u201cNon ho bisogno di voi\u201d\u00bb (<em>1 Cor<\/em> 12, 21). L\u2019Apostolo fa una considerazione importante osservando che le membra del corpo che sembrano pi\u00f9 deboli sono le pi\u00f9 necessarie (cfr. v. 22); e che quelle che \u00abriteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno\u00bb (vv. 23-24). Mentre d\u00e0 un insegnamento fondamentale sui carismi, Paolo educa anche la comunit\u00e0 all\u2019atteggiamento evangelico nei confronti dei suoi membri pi\u00f9 deboli e bisognosi. Lungi dai discepoli di Cristo sentimenti di disprezzo e di pietismo verso di essi; piuttosto sono chiamati a rendere loro onore, a dare loro la precedenza, convinti che sono una presenza reale di Ges\u00f9 in mezzo a noi. \u00abTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<em>Mt<\/em> 25, 40).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>Qui si comprende quanto sia distante il nostro modo di vivere da quello del mondo, che loda, insegue e imita coloro che hanno potere e ricchezza, mentre emargina i poveri e li considera uno scarto e una vergogna. Le parole dell\u2019Apostolo sono un invito a dare pienezza evangelica alla solidariet\u00e0 con le membra pi\u00f9 deboli e meno dotate del corpo di Cristo: \u00abSe un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro \u00e8 onorato, tutte le membra gioiscono con lui\u00bb (<em>1 Cor<\/em> 12, 26). Alla stessa stregua, nella Lettera ai Romani ci esorta: \u00abRallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ci\u00f2 che \u00e8 umile\u00bb (12, 15-16). Questa \u00e8 la vocazione del discepolo di Cristo; l\u2019ideale a cui tendere con costanza \u00e8 assimilare sempre pi\u00f9 in noi i \u00absentimenti di Cristo Ges\u00f9\u00bb (<em>Fil<\/em> 2, 5).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li>Una parola di speranza diventa l\u2019epilogo naturale a cui la fede indirizza. Spesso sono proprio i poveri a mettere in crisi la nostra indifferenza, figlia di una visione della vita troppo immanente e legata al presente. Il grido del povero \u00e8 anche un grido di speranza con cui manifesta la certezza di essere liberato. La speranza fondata sull\u2019amore di Dio che non abbandona chi si affida a Lui (cfr. <em>Rm<\/em> 8, 31-39). Scriveva santa Teresa d\u2019Avila nel suo <em>Cammino di perfezione<\/em>: \u00abLa povert\u00e0 \u00e8 un bene che racchiude in s\u00e9 tutti i beni del mondo; ci assicura un gran dominio, intendo dire che ci rende padroni di tutti i beni terreni, dal momento che ce li fa disprezzare\u00bb (2, 5). \u00c8 nella misura in cui siamo capaci di discernere il vero bene che diventiamo ricchi davanti a Dio e saggi davanti a noi stessi e agli altri. \u00c8 proprio cos\u00ec: nella misura in cui si riesce a dare il giusto e vero senso alla ricchezza, si cresce in umanit\u00e0 e si diventa capaci di condivisione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li>Invito i confratelli vescovi, i sacerdoti e in particolare i diaconi, a cui sono state imposte le mani per il servizio ai poveri (cfr. <em>At<\/em> 6, 1-7), insieme alle persone consacrate e ai tanti laici e laiche che nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti rendono tangibile la risposta della Chiesa al grido dei poveri, a vivere questa Giornata Mondiale come un momento privilegiato di nuova evangelizzazione. I poveri ci evangelizzano, aiutandoci a scoprire ogni giorno la bellezza del Vangelo. Non lasciamo cadere nel vuoto questa opportunit\u00e0 di grazia. Sentiamoci tutti, in questo giorno, debitori nei loro confronti, perch\u00e9 tendendo reciprocamente le mani l\u2019uno verso l\u2019altro, si realizzi l\u2019incontro salvifico che sostiene la fede, rende fattiva la carit\u00e0 e abilita la speranza a proseguire sicura nel cammino verso il Signore che viene.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 13 giugno 2018<\/p>\n<p><em>Memoria liturgica di S. Antonio da Padova<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Francesco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornata Mondiale dei Poveri\u00a0pdf Arcidiocesi di Lanciano-Ortona Giornata Mondiale dei Poveri &nbsp; Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale dei Poveri &nbsp; Domenica XXXIII del Tempo Ordinario 18 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2717,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-2716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2716"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2716\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesilanciano.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}