{"id":2634,"date":"2018-08-20T15:38:34","date_gmt":"2018-08-20T13:38:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesilanciano.it\/?p=2634"},"modified":"2018-08-20T15:38:34","modified_gmt":"2018-08-20T13:38:34","slug":"lettera-di-papa-francesco-al-popolo-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diocesilanciano.it\/?p=2634","title":{"rendered":"Lettera di papa Francesco al Popolo di Dio"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><a href=\"http:\/\/nuovodiocesi.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/64\/2018\/08\/Lettera-di-Papa-Francesco-al-Popolo-di-Dio.pdf\">Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio<\/a><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2637 aligncenter\" src=\"http:\/\/nuovodiocesi.advisualweb.it\/wp-content\/uploads\/sites\/64\/2018\/08\/800px-Coat_of_arms_of_Franciscus-217x300.png\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/diocesilanciano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/800px-Coat_of_arms_of_Franciscus-217x300.png 217w, https:\/\/diocesilanciano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/800px-Coat_of_arms_of_Franciscus-742x1024.png 742w, https:\/\/diocesilanciano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/800px-Coat_of_arms_of_Franciscus-768x1060.png 768w, https:\/\/diocesilanciano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/800px-Coat_of_arms_of_Franciscus.png 800w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">\u00abSe un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme\u00bb (1 Cor 12,26). Queste parole di San Paolo risuonano con forza nel mio cuore constatando ancora una volta la sofferenza vissuta da molti minori a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate. Un crimine che genera profonde ferite di dolore e di impotenza, anzitutto nelle vittime, ma anche nei loro familiari e nell\u2019intera comunita\u0300, siano credenti o non credenti. Guardando al passato, non sara\u0300 mai abbastanza cio\u0300 che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato. Guardando al futuro, non sara\u0300 mai poco tutto cio\u0300 che si fa per dar vita a una cultura capace di evitare che tali situazioni non solo non si ripetano, ma non trovino spazio per essere coperte e perpetuarsi. Il dolore delle vittime e delle loro famiglie e\u0300 anche il nostro dolore, percio\u0300 urge ribadire ancora una volta il nostro impegno per garantire la protezione dei minori e degli adulti in situazione di vulnerabilita\u0300.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">1. Se un membro soffre<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Negli ultimi giorni e\u0300 stato pubblicato un rapporto in cui si descrive l\u2019esperienza di almeno mille persone che sono state vittime di abusi sessuali, di potere e di coscienza per mano di sacerdoti, in un arco di circa settant\u2019anni. Benche\u0301 si possa dire che la maggior parte dei casi riguarda il passato, tuttavia, col passare del tempo abbiamo conosciuto il dolore di molte delle vittime e constatiamo che le ferite non spariscono mai e ci obbligano a condannare con forza queste atrocita\u0300, come pure a concentrare gli sforzi per sradicare questa cultura di morte; le ferite \u201cnon vanno mai prescritte\u201d. Il dolore di queste vittime e\u0300 un lamento che sale al cielo, che tocca l\u2019anima e che per molto tempo e\u0300 stato ignorato, nascosto o messo a tacere. Ma il suo grido e\u0300 stato piu\u0300 forte di tutte le misure che hanno cercato di farlo tacere o, anche, hanno preteso di risolverlo con decisioni che ne hanno accresciuto la gravita\u0300 cadendo nella complicita\u0300. Grido che il Signore ha ascoltato facendoci vedere, ancora una volta, da che parte vuole stare. Il cantico di Maria non si sbaglia e, come un sottofondo, continua a percorrere la storia perche\u0301 il Signore si ricorda della promessa che ha fatto ai nostri padri: \u00abHa disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote\u00bb (Lc 1,51-53), e proviamo vergogna quando ci accorgiamo che il nostro stile di vita ha smentito e smentisce cio\u0300 che recitiamo con la nostra voce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Con vergogna e pentimento, come comunita\u0300 ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravita\u0300 del danno che si stava causando in tante vite. Abbiamo trascurato e abbandonato i piccoli. Faccio mie le parole dell\u2019allora Cardinale Ratzinger quando, nella Via Crucis scritta per il Venerdi\u0300 Santo del 2005, si uni\u0300 al grido di dolore di tante vittime e con forza disse: \u00abQuanta sporcizia c\u2019e\u0300 nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! [&#8230;] Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue e\u0300 certamente il piu\u0300 grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal piu\u0300 profondo dell\u2019animo, il grido: Kyrie, eleison \u2013 Signore, salvaci (cfr. Mt 8,25)\u00bb (Nona Stazione).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">2. Tutte le membra soffrono insieme<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">La dimensione e la grandezza degli avvenimenti esige di farsi carico di questo fatto in maniera globale e comunitaria. Benche\u0301 sia importante e necessario in ogni cammino di conversione prendere conoscenza dell\u2019accaduto, questo da se\u0301 non basta. Oggi siamo interpellati come Popolo di Dio a farci carico del dolore dei nostri fratelli feriti nella carne e nello spirito. Se in passato l\u2019omissione ha potuto diventare una forma di risposta, oggi vogliamo che la solidarieta\u0300, intesa nel suo significato piu\u0300 profondo ed esigente, diventi il nostro modo di fare la storia presente e futura, in un ambito dove i conflitti, le tensioni e specialmente le vittime di ogni tipo di abuso possano trovare una mano tesa che le protegga e le riscatti dal loro dolore (cfr. Esort. ap. Evangelii Gaudium, 228). Tale solidarieta\u0300 ci chiede, a sua volta, di denunciare tutto cio\u0300 che possa mettere in pericolo l\u2019integrita\u0300 di qualsiasi persona. Solidarieta\u0300 che reclama la lotta contro ogni tipo di corruzione, specialmente quella spirituale, \u00abperche\u0301 si tratta di una cecita\u0300 comoda e autosufficiente dove alla fine tutto sembra lecito: l\u2019inganno, la calunnia, l\u2019egoismo e tante sottili forme di autoreferenzialita\u0300, poiche\u0301 \u201canche Satana si maschera da angelo della luce\u201d (2 Cor 11,14)\u00bb (Esort. ap. Gaudete et Exsultate, 165). L\u2019appello di San Paolo a soffrire con chi soffre e\u0300 il miglior antidoto contro ogni volonta\u0300 di continuare a riprodurre tra di noi le parole di Caino: \u00abSono forse io il custode di mio fratello?\u00bb (Gen 4,9).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Sono consapevole dello sforzo e del lavoro che si compie in diverse parti del mondo per garantire e realizzare le mediazioni necessarie, che diano sicurezza e proteggano l\u2019integrita\u0300 dei bambini e degli adulti in stato di vulnerabilita\u0300, come pure della diffusione della \u201ctolleranza zero\u201d e dei modi di rendere conto da parte di tutti coloro che compiono o coprono questi delitti. Abbiamo tardato ad applicare queste azioni e sanzioni cosi\u0300 necessarie, ma sono fiducioso che esse aiuteranno a garantire una maggiore cultura della protezione nel presente e nel futuro.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Unitamente a questi sforzi, e\u0300 necessario che ciascun battezzato si senta coinvolto nella trasformazione ecclesiale e sociale di cui tanto abbiamo bisogno. Tale trasformazione esige la conversione personale e comunitaria e ci porta a guardare nella stessa direzione dove guarda il Signore. Cosi\u0300 amava dire San Giovanni Paolo II: \u00abSe siamo ripartiti davvero dalla contemplazione di Cristo, dovremo saperlo scorgere soprattutto nel volto di coloro con i quali egli stesso ha voluto identificarsi\u00bb (Lett. ap. Novo Millennio Ineunte, 49). Imparare a guardare dove guarda il Signore, a stare dove il Signore vuole che stiamo, a convertire il cuore stando alla sua presenza. Per questo scopo saranno di aiuto la preghiera e la penitenza. Invito tutto il santo Popolo fedele di Dio all\u2019esercizio penitenziale della preghiera e del digiuno secondo il comando del Signore (1), che risveglia la nostra coscienza, la nostra solidarieta\u0300 e il nostro impegno per una cultura della protezione e del \u201cmai piu\u0300\u201d verso ogni tipo e forma di abuso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">E\u0300 impossibile immaginare una conversione dell\u2019agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del Popolo di Dio. Di piu\u0300: ogni volta che abbiamo cercato di soppiantare, mettere a tacere, ignorare, ridurre a piccole e\u0301lites il Popolo di Dio abbiamo costruito comunita\u0300, programmi, scelte teologiche, spiritualita\u0300 e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita (2). Cio\u0300 si manifesta con chiarezza in un modo anomalo di intendere l\u2019autorita\u0300 nella Chiesa \u2013 molto comune in numerose comunita\u0300 nelle quali si sono verificati comportamenti di abuso sessuale, di potere e di coscienza \u2013 quale e\u0300 il clericalismo, quell\u2019atteggiamento che \u00abnon solo annulla la personalita\u0300 dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente\u00bb (3). Il clericalismo, favorito sia dagli stessi sacerdoti sia dai laici, genera una scissione nel corpo ecclesiale che fomenta e aiuta a perpetuare molti dei mali che oggi denunciamo. Dire no all\u2019abuso significa dire con forza no a qualsiasi forma di clericalismo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">E\u0300 sempre bene ricordare che il Signore, \u00abnella storia della salvezza, ha salvato un popolo. Non esiste piena identita\u0300 senza appartenenza a un popolo. Percio\u0300 nessuno si salva da solo, come individuo isolato, ma Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che si stabiliscono nella comunita\u0300 umana: Dio ha voluto entrare in una dinamica popolare, nella dinamica di un popolo\u00bb (Esort. ap. Gaudete et Exsultate, 6). Pertanto, l\u2019unico modo che abbiamo per rispondere a questo male che si e\u0300 preso tante vite e\u0300 viverlo come un compito che ci coinvolge e ci riguarda tutti come Popolo di Dio. Questa consapevolezza di sentirci parte di un popolo e di una storia comune ci consentira\u0300 di riconoscere i nostri peccati e gli errori del passato con un\u2019apertura penitenziale capace di lasciarsi rinnovare da dentro. Tutto cio\u0300 che si fa per sradicare la cultura dell\u2019abuso dalle nostre comunita\u0300 senza una partecipazione attiva di tutti i membri della Chiesa non riuscira\u0300 a generare le dinamiche necessarie per una sana ed effettiva trasformazione. La dimensione penitenziale di digiuno e preghiera ci aiutera\u0300 come Popolo di Dio a metterci davanti al Signore e ai nostri fratelli feriti, come peccatori che implorano il perdono e la grazia della vergogna e della conversione, e cosi\u0300 a elaborare azioni che producano dinamismi in sintonia col Vangelo. Perche\u0301 \u00abogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni piu\u0300 eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale\u00bb (Esort. ap. Evangelii Gaudium, 11).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">E\u0300 imprescindibile che come Chiesa possiamo riconoscere e condannare con dolore e vergogna le atrocita\u0300 commesse da persone consacrate, chierici, e anche da tutti coloro che avevano la missione di vigilare e proteggere i piu\u0300 vulnerabili. Chiediamo perdono per i peccati propri e altrui. La coscienza del peccato ci aiuta a riconoscere gli errori, i delitti e le ferite procurate nel passato e ci permette di aprirci e impegnarci maggiormente nel presente in un cammino di rinnovata conversione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Al tempo stesso, la penitenza e la preghiera ci aiuteranno a sensibilizzare i nostri occhi e il nostro cuore dinanzi alla sofferenza degli altri e a vincere la bramosia di dominio e di possesso che tante volte diventa radice di questi mali. Che il digiuno e la preghiera aprano le nostre orecchie al dolore silenzioso dei bambini, dei giovani e dei disabili. Digiuno che ci procuri fame e sete di giustizia e ci spinga a camminare nella verita\u0300 appoggiando tutte le mediazioni giudiziarie che siano necessarie. Un digiuno che ci scuota e ci porti a impegnarci nella verita\u0300 e nella carita\u0300 con tutti gli uomini di buona volonta\u0300 e con la societa\u0300 in generale per lottare contro qualsiasi tipo di abuso sessuale, di potere e di coscienza.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">In tal modo potremo manifestare la vocazione a cui siamo stati chiamati di essere \u00absegno e strumento dell\u2019intima unione con Dio e dell\u2019unita\u0300 di tutto il genere umano\u00bb (Conc. Ecum. Vat. II, Lumen Gentium, 1).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">\u00abSe un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme\u00bb, ci diceva San Paolo. Mediante l\u2019atteggiamento orante e penitenziale potremo entrare in sintonia personale e comunitaria con questa esortazione, perche\u0301 crescano tra di noi i doni della compassione, della giustizia, della prevenzione e della riparazione. Maria ha saputo stare ai piedi della croce del suo Figlio. Non l\u2019ha fatto in un modo qualunque, ma e\u0300 stata saldamente in piedi e accanto ad essa. Con questa posizione esprime il suo modo di stare nella vita. Quando sperimentiamo la desolazione che ci procurano queste piaghe ecclesiali, con Maria ci fara\u0300 bene \u201cinsistere di piu\u0300 nella preghiera\u201d (cfr S. Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali, 319), cercando di crescere nell\u2019amore e nella fedelta\u0300 alla Chiesa. Lei, la prima discepola, insegna a tutti noi discepoli come dobbiamo comportarci di fronte alla sofferenza dell\u2019innocente, senza evasioni e pusillanimita\u0300. Guardare a Maria vuol dire imparare a scoprire dove e come deve stare il discepolo di Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Lo Spirito Santo ci dia la grazia della conversione e l\u2019unzione interiore per poter esprimere, davanti a questi crimini di abuso, il nostro pentimento e la nostra decisione di lottare con coraggio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">~~~<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Note<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">FRANCESCO<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">(1) \u00a0\u00abQuesta specie di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno\u00bb (Mt 17,21).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">(2) \u00a0Cfr. Lettera al Popolo di Dio Pellegrino in Cile, 31 maggio 2018.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">(3) \u00a0Lettera al Cardinale Marc Ouellet, Presidente della Pontificia Commissione per l\u2019America Latina, 19 marzo 2016.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Vaticano, 20 agosto 2018<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio &nbsp; Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio \u00abSe un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme\u00bb (1 Cor 12,26). 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